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SUPERBONUS E TRANSIZIONE 4.0

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L'entusiasmo iniziale per i programmi di agevolazioni come il Superbonus e gli incentivi di Transizione 4.0 si sta rapidamente trasformando in preoccupazione per le loro implicazioni economiche a lungo termine. Secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), i costi associati a questi programmi hanno superato di gran lunga le aspettative, mettendo a rischio la stabilità finanziaria e lasciando un'eredità pesante per il futuro.

Il Superbonus, in particolare, ha registrato un'esplosione dei costi, con un ammontare stimato di circa 170 miliardi di euro nel periodo 2020-2023. Questo impatto finanziario si rifletterà pesantemente sul debito pubblico nei prossimi anni, con un aumento previsto dell'1,8% del PIL nel triennio 2024-2026. L'Upb ha sottolineato che questa discrepanza tra risultati e attese è senza precedenti, evidenziando la necessità di rivedere le politiche di agevolazione.

Uno dei principali problemi identificati dall'Upb è l'elevata percentuale di agevolazione offerta dal Superbonus, che ha trasferito l'intero onere finanziario allo Stato, eliminando il contrasto di interessi tra acquirenti e fornitori. Inoltre, i massimali di spesa agevolabile sono stati fissati a livelli più alti rispetto ad altri interventi di incentivazione, mentre la possibilità di fruire dell'agevolazione attraverso lo sconto in fattura e la cessione del credito ha ampliato la platea dei beneficiari, compresi coloro che non avrebbero potuto affrontare i costi dei lavori edilizi altrimenti.

Altri fattori che hanno contribuito all'incremento dei costi includono il prolungamento della validità della misura fino al 2025, gli effetti annunci di norme volte a contenere il ricorso all'agevolazione che hanno accelerato la realizzazione dei lavori e l'aumento dei prezzi delle materie prime. Inoltre, l'emergere di pratiche fraudolente ha evidenziato le carenze nel sistema di controllo basato su certificazioni di soggetti privati.

Anche gli incentivi di Transizione 4.0 presentano rischi finanziari significativi, con una perdita di gettito complessiva che potrebbe crescere nel tempo. Le compensazioni effettuate nei primi tre mesi del 2024 rappresentano già il 70% del totale stimato per l'intero anno, evidenziando la necessità di monitorare attentamente l'evoluzione di tali programmi.

Di fronte a questa sfida economica, l'Upb suggerisce una revisione delle politiche di agevolazione, proponendo un approccio più selettivo e preventivo. Ciò potrebbe includere l'adozione di aliquote che incentivino comportamenti meritevoli senza gravare interamente sullo Stato, insieme a un controllo più rigoroso sulla spesa agevolabile e meccanismi di autorizzazione preventiva per evitare abusi e sprechi.

In conclusione, mentre i programmi di agevolazione come il Superbonus e gli incentivi di Transizione 4.0 hanno contribuito a stimolare l'economia e promuovere la sostenibilità, è chiaro che il loro impatto finanziario deve essere gestito con attenzione per garantire una base solida per il futuro dell'Italia.


 

19/04/2024

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