Nel panorama europeo delle competenze digitali, l'Italia continua a mostrare segnali di debolezza preoccupanti. Secondo l'ultimo report dell'Istat sul "Decennio digitale 2030", il nostro Paese si colloca al 23esimo posto su 27 nazioni dell'Unione Europea per quanto riguarda le competenze informatiche di base, risultando circa 10 punti al di sotto della media europea.
Il Divario Digitale tra Generazioni e Settori
Il report evidenzia un divario significativo tra le generazioni: solo il 59,1% dei giovani italiani tra i 16 e i 24 anni possiede competenze digitali di base, mentre la percentuale scende drasticamente al 19,4% tra gli adulti di età compresa tra 65 e 74 anni. Questo divario generazionale è in linea con la media europea, ma i valori italiani rimangono nettamente inferiori a quelli dell'UE-27 in tutte le fasce d'età.
La distribuzione delle competenze digitali varia anche tra i diversi settori economici. I settori dei Servizi di informazione e comunicazione e delle Attività finanziarie e assicurative mostrano la quota più elevata di occupati con competenze digitali almeno di base, attestandosi intorno all'80%. Al contrario, i settori dell'Agricoltura, silvicoltura e pesca (32,5%) e delle Costruzioni (43,8%) risultano essere in ritardo.
La Situazione delle Donne nelle Professioni IT
Un altro dato preoccupante riguarda la presenza femminile nei ruoli tecnici delle aziende italiane: solo il 15,7% di questi ruoli è occupato da donne. Questa disparità di genere è presente in quasi tutti i Paesi europei, ma in Italia il divario è particolarmente marcato. Le donne, fino ai 44 anni, dimostrano di possedere maggiori competenze digitali rispetto agli uomini, ma questa tendenza si inverte a partire dai 45 anni.
Nell'ambito dell'istruzione, la situazione non è migliore. Nel 2022, solo lo 0,3% delle donne italiane ha conseguito una laurea in ambito Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), contro l'1,2% degli uomini. Tuttavia, è interessante notare che nelle discipline scientifiche più ampie, come Scienze naturali, Fisica, Matematica e Statistica, le donne italiane presentano un vantaggio: il 4,5% delle laureate in queste discipline contro il 3,2% degli uomini.
Formazione e Pubblica Amministrazione: Segnali Positivi
Nonostante il quadro generale non sia rassicurante, vi sono segnali di progresso, specialmente nel settore della pubblica amministrazione. Tra il 2018 e il 2022, la quota di personale che ha seguito attività di formazione in ambito IT è aumentata dal 16,9% al 23,9%. Questo incremento è un passo importante verso l'adeguamento delle competenze digitali del personale pubblico, necessario per rispondere alle esigenze di un mondo sempre più digitalizzato.
Il rapporto dell'Istat sottolinea la necessità di interventi urgenti per colmare il divario digitale che ancora affligge l'Italia. L'obiettivo del programma strategico dell'UE "Decennio digitale" è proprio quello di superare questi gap, inclusi quelli di genere. Per raggiungere questo traguardo, è fondamentale promuovere politiche che incentivino la formazione continua, la parità di genere nelle professioni IT e un maggiore investimento nelle competenze digitali dei giovani.
In sintesi, sebbene l'Italia debba affrontare sfide significative, esistono margini di miglioramento. Un impegno congiunto da parte di istituzioni, aziende e cittadini può portare il nostro Paese a ridurre il divario digitale, garantendo così una partecipazione più equa e competitiva nel contesto europeo.
23/06/2024
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